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Forse non tutti sanno che lo shabby chic si ispira e risale alle campagne americane del periodo ottocentesco, rivisitato negli anni ’80 dalla designer Rachel Ashwell, che ne ha fatto un vero e proprio stile ben definito. La tecnica, che permette di decapare oggetti d’arredo, trasforma radicalmente le stanze e, una volta shabbati, quegli stessi oggetti acquistano tutt’altro valore e bellezza. Romantico, evocativo, rilassante, lo stile shabby chic sta conquistando il mercato, che si adatta alle richieste degli acquirenti.

Chi ama questo stile sa bene, però, che comprare mobili shabby chic può significare spendere cifre oltre il proprio budget, perché non basta un unico elemento per rivoluzionare l’arredo di una stanza, inoltre gli elementi decorativi sono molteplici sì da dover disporre di una cifra considerevole. Eppure, l’altro lato dello shabby chic permette di saltare quest’ostacolo grazie alla sua anima squisitamente vintage e, quindi, di scegliere due strade economiche volte al risparmio: la prima è il fai-da-te, la seconda è l’acquisto intelligente.

  1. IL RISPARMIO DEL FAI-DA-TE: chi vuole imboccare la strada del risparmio, sa che il fai-da-te è quasi una tappa obbligata, quindi bisogna imparare quali sono le tecniche per shabbare un mobile, diventando piano piano esperti in materia. Non lasciatevi sconfiggere dall’idea che non sarete mai capaci di farlo, in fondo, se non ci provate, non potete mai immaginare il risultato. Il consiglio è di farsi aiutare da chi, in famiglia o nella cerchia di amici, è più o meno abile nell’arte del bricolage, e soprattutto di iniziare shabbando piccoli complementi d’arredo, come un tavolino o una consolle, che non abbiano troppi intarsi. Scegliete un luogo adatto per questo tipo di lavoro, come il garage o uno spazio aperto e sgombro, nel quale potete shabbare senza impedimenti e, soprattutto, senza infastidire con l’odore intenso dei prodotti usati. Considerate che sulla rete esistono molti video tutorial, che insegnano come decapare un mobile, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Quindi, armatevi di pittura e carta abrasiva: chi inizia è già a metà dell’opera!!!
  2. L’ACQUISTO INTELLIGENTE: gli amanti dello stile shabby immaginano la loro casa decorata in ogni angolo con complementi d’arredo da sogno, ma non sempre questo è possibile, quindi bisogna saper spendere la cifra di cui si dispone, in modo da evitare di superare il proprio budget. Ci sono parecchi modi per risparmiare, il trucco è nel sapere DOVE spendere. Ecco, allora, alcuni consigli utili, per tutti coloro che si apprestano a cercare elementi d’arredo shabbati, o potenzialmente shabbabili:

ECCO I MOBILI IKEA SHABBATI:

  • il mercatino dell’usato: non sottovalutate questi luoghi, che rappresenta un vero e proprio covo di pezzi unici shabbati o da shabbare. Prima di snobbare l’eventualità, andate a fare un giro in quello più vicino casa, vi assicuriamo che sarà una piacevolissima sorpresa. Ricordate che i mobili vanno portati a nuova vita in tutti i sensi, ma ricordate anche che saranno pezzi unici che manco nei negozi!
  • offerte on line: fatevi un giro sulla rete, ci sono moltissimi outlet on line, che vendono arredamento per la casa a prezzi molto convenienti. Non che le offerte shabby chic siano così frequenti, ma vale la pena darci un occhio tutti i giorni, anche tramite cellulare. Il consiglio è quello di fare attenzione alle spese di spedizione. Tra i miei preferiti, annovero di sicuro Privalia, che ha una sezione dedicata soltanto all’ “home decore” e spesso trovo collezioni shabby a prezzi scontatissimi nonostante si tratti di brand famosi! Ma anche Saldiprivati, Amazon, Shoowprime;-
  • Ikea, Ikea e ancora Ikea: so che molti potrebbero storcere il naso all’idea, eppure nei mega-store si possono trovare soluzioni interessanti che sposano qualità e convenienza. Già vi abbiamo mostrato una serie di mobili prima e dopo la trasformazione shabby, questo per dimostrarvi che dovete guardare ben oltre il vostro nasco e immaginare quegli elementi che vi colpiscono come fossero già shabbati. Ma non solo Ikea, esistono tante altre alternative “economiche”, come ad esempio “Il Mercatone Uno”, “Emmelunga”,”Conforama”, “Mondo Convenienza” (guardate le foto delle cucine shabby di Mondo Convenienza), ecc.
  • Mercatopoli: ne avete mai sentito parlare? è il nuovo modo di acquistare l’usato: “Nei negozi dell’usato di Mercatopoli puoi portare in conto vendita quello che non usi: l’esposizione è gratuita e, alla vendita, ricevi un rimborso in contanti fino al 65% del prezzo”. Sta diventando una grande realtà, che opera in tutte le regione  (qui l’elenco dei mercati, n.d.r.) e, stando ai consensi su Facebook, è un’alternativa che è molto gradita agli acquirenti, per la possibilità di mettere in vendita un oggetto personale e guadagnarci sul prezzo fino al 65%. Un negozio molto moderno, insomma. Sul sito c’è scritto: “Mercatopoli è l’evoluzione del mercatino usato e propone un modello di negozio giovane e moderno. Se sei stanco del solito mercatino dell’usato deprimente, triste, buio, impolverato e disordinato. Mercatopoli è il negozio dell’usato per te”, l’unico aspetto su cui non siamo d’accordo: la magia del mercatino dell’usato è insostituibile, per la sfilata di mobili, per i venditori, per quando si deve contrattare sul prezzo.
  • Discarica? Perché no!: questa è una grande provocazione, ma ci piace mettere in luce l’iniziativa del comune lucchese Capannori, che conta circa 46mila abitanti: l’iniziativa si chiama “Daccapo Centro del Riuso” e il nome è già tutto un programma. Si legge sul sito: “E’ possibile portarvi mobilia, vestiari, calzature e altri oggetti in buono stato, che altrimenti verrebbero gettati nei rifiuti, che saranno distribuiti alle fasce più deboli della popolazione. Il centro è anche attrezzato per effettuare piccole riparazioni dei mobili. Nel 2013 il centro ha distribuito 89,7 tonnellate di mobili e 15,2 tonnellate di vestiario.Da questa esperienza all’inizio del 2014 è nato “Daccapo”, un sistema integrato per il recupero di beni destinati a diventare rifiuti. Gli oggetti vengono selezionati, sistemati, se necessario riparati, in alcuni casi re-inventati e rimessi a disposizione dei cittadini“. Le famiglie più in difficoltà potranno prendere gratuitamente gli oggetti dopo un colloquio con i centri di ascolto o gli uffici comunali, mentre tutti gli altri potranno acquistarli a prezzi di solidarietà. Capite le potenzialità di questa iniziativa? Non soltanto da un punto di vista ecologico e sociale, ma anche perché si possono trovare elementi d’arredo assolutamente shabbabili!!! Si basa su un semplice principio: ciò che non serve a me, può servire a te! Sarebbe, davvero, un grande e encomiabile impegno se tutti i comuni lavorassero per aprire e organizzare Centri del Riuso.

Questo il nostro vademecum semplificato. Ricordatevi che l’unica regola è non avere regole, proprio perché lo stile shbby si presta ad alternative molto personalizzabili. Liberiamoci da schemi imposti dal mercato, dunque, e cerchiamo di catturare la vera anima dello stile shabby, che ci permette di interpretarlo secondo i propri gusti in fatto di colori, materiali, decori, ecc.

A lavoro, amici!!!

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